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Una crisi vera chiede provvedimenti veri

Le esportazioni sono al più basso livello degli ultimi 40 anni.
La produzione industriale è ai livelli del 1991.
In due anni il ricorso alla cassa integrazione è aumentata di 10 volte e la disoccupazione è passata dal 6 all’8,5%.
Cifre impietose che dimostrano quanto in Italia la crisi sia grave e quanto non sia vero che sia già alle nostre spalle.
No, la crisi c’è, è acuta e non se ne esce aspettando passivamente tempi migliori.
Ed è questa la differenza tra l’Italia e gli altri paesi.
Sappiamo tutti che la crisi investe il mondo intero. C’è negli Stati Uniti, in Germania, in Francia, in Cina. Ciò che fa la differenza è la risposta. In quei paesi i governi hanno messo in campo politiche attive. Tant’è che là si colgono primi segnali di ripresa.
Qui invece il governo si affida al trascorrere del tempo, quando invece servono politiche attive del lavoro, investimenti pubblici, interventi a sostegno delle imprese, forme di tutela dei redditi e dei risparmi. Fin qui dal governo non è venuto nulla. Ma rassegnarsi è la scelta più pericolosa.
Per questo noi del PD continueremo ad avanzare proposte concrete, perché dalla crisi si esce solo agendo.

Pubblicato il 17/2/2010 alle 18.10 nella rubrica Post-it.

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