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Istria: una tragedia da non dimenticare

All’indomani della seconda guerra mondiale furono 350.000 gli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia costretti con la forza ad abbandonare le loro case, i loro affetti, i loro averi.

Per alcune migliaia la sorte fu ancora più drammatica: vennero uccisi, brutalmente e selvaggiamente, e buttati nelle foibe carsiche.
La loro sola colpa era di essere italiani. E furono vittime di una vera e propria “pulizia etnica”.E’ una pagina tragica della storia italiana, per troppo tempo negata o rimossa.
E invece verso chi pagò con la vita e subì sofferenze atroci abbiamo il dovere della memoria.
Oggi quelle terre e le loro nazioni – che negli anni ’90 conobbero ancora una volta la tragedia della guerra e dell’odio etnico – sono parte dell’Unione Europea e nell’integrazione stanno costruendo finalmente le ragioni della libertà, della reciproca convivenza, del rispetto delle identità nazionali e culturali di ogni popolo.
Per questo è tanto più giusto ricordare quel che accadde 60 anni fa. Per rendere onore alle vittime e alle loro famiglie. Perché quelle atrocità non si ripetano più. E perché l’Europa sia un luogo in cui ogni persona e ogni comunità sia sicura della propria vita e del proprio futuro.

Pubblicato il 10/2/2010 alle 15.39 nella rubrica Post-it.

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