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Parlamento e precari: le forzature della destra

Ha suscitato larghe proteste un emendamento che penalizza fortemente i lavoratori precari i quali non avranno più diritto di rivolgersi alla magistratura per ottenere la stabilizzazione del loro lavoro. Potranno solo richiedere un modesto indennizzo monetario. Adesso non si trova più un padre di quella proposta, che in realtà è stata avanzata da parlamentari del centrodestra e sostenuto dal governo, mentre i parlamentari del PD si sono opposti e hanno votato contro. Ma l’episodio è rivelatore di due caratteri della destra davvero non marginali. In primo luogo rivela l’idea che la destra ha del Parlamento. Quell’emendamento è potuto passare perché il Governo ha imposto tempi di discussione così stretti – poche ore per esaminare un provvedimento impegnativo e con migliaia di emendamenti – da impedire qualsiasi seria discussione. Insomma: l’importante è decidere, decidere, decidere! Se poi si decide una sciocchezza, pazienza! Ma quel provvedimento dimostra anche che per la destra la precarietà non è un rischio da combattere, ma una condizione da subire passivamente. Se poi questo si traduce per tantissimi giovani in una vita più insicura, più esposta a ogni rischio, meno certa dei propri diritti, pazienza! E poi dicono che non c’è più differenza tra destra e sinistra…

Pubblicato il 28/7/2008 alle 14.48 nella rubrica Post-it.

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