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8 settembre 2010

la democrazia non tollera ambiguità

Per aver detto che impedire di parlare a Schifani con insulti e invettive è inaccettabile ho ricevuto critiche da un certo numero di elettori e militanti. La prevaricazione si è ripetuta, sempre a Torino, con candelotti e assalto al palco per impedire al segretario della CISL Bonanni di parlare. E forse domani assisteremo ad altri atti di intimidazione.
 
Non si sottovaluti la gravità di questi episodi. E non li si giustifichi.
Tutti siamo consapevoli dei misfatti di berlusconi e di quanto sia diffusa l'indignazione per i troppi episodi di malgoverno, affarismo e arroganza della destra. Ma questo non può e non deve portare a pensare che qualsiasi forma di lotta è giusta o lecita.

Proprio a Torino si ha bene memoria degli "anni di piombo". Anche allora c'era chi teorizzava che l'avversario non doveva parlare. Si cominciò con i fischi, poi si passò al lancio di bulloni, poi si ricorse alle spranghe e, infine, ci fu chi pensò che era più efficace e rapido sparare. E furono anni di sofferenze atroci, lutti terribili. assassinii efferati di cui furono vittime uomini "colpevoli"  di essere carabinieri, poliziotti, dirigenti aziendali, sindacalisti.

E non ci si rifugi dietro la troppo facile autorassicurazione di chi dice "ma quella terribile stagione non può più ripetersi". Non è affatto scontato.
Quando si accetta l'intimidazione, il sopruso, la prevaricazione, l'escalation verso forme vie via più violente è nelle cose.

La democrazia vive del rispetto delle persone, della piena legittimità di ogni opinione, del primato del diritto di ciascuno a manifestare liberamente le proprie idee. E nessuna ragione politica può giustificare il ricorso a metodi violenti e intimidatori.

La democrazia non tollera reticenze o ambiguità.


permalink   inviato da piero fassino il 8/9/2010 alle 22:37    commenti (7)
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