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14 settembre 2010

Una scuola al macero

10 bambini su 100 in Italia hanno il posto all’asilo nido. In Francia 23, in Germania 35, in Svezia 64.

Abbiamo il tasso di dispersione scolastica – ragazzi che non finiscono gli studi medi superiori – tra i più alti d’Europa.

Abbiamo la metà dei laureati di Stati Uniti, Germania, Francia e Gran Bretagna e le nostre Università non hanno i fondi per pagare gli stipendi dei loro professori.
Lo Stato italiano spende poco più dell’1% per finanziare la ricerca, contro una media europea del 2,5%.
Per l’istruzione l’Italia spende complessivamente il 4,5 del PIL contro una media Ocse del 5,7.
 
Un paese così dovrebbe prima di tutto investire in sapere, conoscenza, formazione.
 
E invece grazie al duo Gelmini- Tremonti, si mettono sulla strada migliaia di insegnanti, si chiudono scuole e aumenta il numero di alunni per classe, si riducono drasticamente i corsi di lingue straniere, si tolgono tempo pieno e servizi scolastici nella scuola dell’obbligo, si riducono le risorse su l’Università.
 
Un modo sciagurato di gestire la scuola che umilia le professionalità di centinaia di migliaia di insegnanti e produce un grave danno a milioni di studenti, a cui si riducono le loro opportunità di studio, di lavoro e di vita.
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permalink   inviato da piero fassino il 14/9/2010 alle 11:23    commenti (4)
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13 settembre 2010

Una scuola al macero


In Italia solo 10 bambini su 100 dispongono di un posto in un asilo nido, contro i 23 della Francia, i 34 della Germania, i 64 della Svezia.
Nele medie superiori abbiamo uno dei più alti tassi di dispersione scolastica, con migliaia di ragazzi che ogni anno interrompono il loro corso di studi.
Abbiamo il 35% di laureati in meno rispetto a Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia e la maggioranza delle nostre Università non ha i fondi per pagare neanche le dodici mensilità di stipendio ai propri professori.
L'Italia spende in ricerca pubblica poco più dell'1% del pil, contro una media europea del 2,5%.
Spendiamo complessivamente il 4,5% del pil per il sistema scolastico e universitario contro una media del 5,7% dei paesi OCSE (i paesi più industrializzati del pianeta).

Un Paese così dovrebbe considerare l'investimento in formazione e sapere una assoluta priorità. E invece, grazie al duo Gelmini-Tremonti. questo governo mette sulla strada migliaia di insegnanti precari, chiude scuole e aumenta il numero di alunni per classe, taglia i corsi di lingue straniere, riduce le risorse per l'Università, taglia il tempo pieno e i servizi mensa nelle elementari.

Un modo sciagurato di gestire la scuola italiana che umilia la professionalità di centinaia di migliaia di insegnanti e produce un grave danno per milioni di studenti di cui si pregiudicano il futuro e le opportunità di impiego e di vita.
 
Una ragione di più per accelerare la costruzione di un'alternativa di governo e mandare a casa questo governo e il suo premier.


permalink   inviato da piero fassino il 13/9/2010 alle 23:19    commenti (2)
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8 settembre 2010

la democrazia non tollera ambiguità

Per aver detto che impedire di parlare a Schifani con insulti e invettive è inaccettabile ho ricevuto critiche da un certo numero di elettori e militanti. La prevaricazione si è ripetuta, sempre a Torino, con candelotti e assalto al palco per impedire al segretario della CISL Bonanni di parlare. E forse domani assisteremo ad altri atti di intimidazione.
 
Non si sottovaluti la gravità di questi episodi. E non li si giustifichi.
Tutti siamo consapevoli dei misfatti di berlusconi e di quanto sia diffusa l'indignazione per i troppi episodi di malgoverno, affarismo e arroganza della destra. Ma questo non può e non deve portare a pensare che qualsiasi forma di lotta è giusta o lecita.

Proprio a Torino si ha bene memoria degli "anni di piombo". Anche allora c'era chi teorizzava che l'avversario non doveva parlare. Si cominciò con i fischi, poi si passò al lancio di bulloni, poi si ricorse alle spranghe e, infine, ci fu chi pensò che era più efficace e rapido sparare. E furono anni di sofferenze atroci, lutti terribili. assassinii efferati di cui furono vittime uomini "colpevoli"  di essere carabinieri, poliziotti, dirigenti aziendali, sindacalisti.

E non ci si rifugi dietro la troppo facile autorassicurazione di chi dice "ma quella terribile stagione non può più ripetersi". Non è affatto scontato.
Quando si accetta l'intimidazione, il sopruso, la prevaricazione, l'escalation verso forme vie via più violente è nelle cose.

La democrazia vive del rispetto delle persone, della piena legittimità di ogni opinione, del primato del diritto di ciascuno a manifestare liberamente le proprie idee. E nessuna ragione politica può giustificare il ricorso a metodi violenti e intimidatori.

La democrazia non tollera reticenze o ambiguità.


permalink   inviato da piero fassino il 8/9/2010 alle 22:37    commenti (7)
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