.
Annunci online

8 aprile 2010

Tre scelte per ridare speranza nel PD

 
Le elezioni regionali del 28 marzo erano attese da molti per verificare se si manifestassero segnali 
di declino di Berlusconi e se il PD avesse intrapreso la strada della ripresa. I risultati delle urne ci consegnano uno scenario molto diverso.

Se è vero, infatti, che rispetto alle elezioni europee del 2009 - le più vicine a noi - il Popolo della libertà riduce i suoi consensi e si è dimezzata la distanza tra centrodestra e centrosinistra, è altrettanto vero che il PD non si discosta dai risultati di un anno fa. Sopratutto nel voto si è manifestato un diffuso disagio verso la politica e i partiti che il PD non intercetta e prende invece le strade di una massiccia astensione o del voto alla Lega nord o alle liste di Grillo o all'Italia dei valori.

Ne è uscita una preoccupante nuova geografia politico-istituzionale: due anni fa il centrosinistra governava 16 Regioni e il centrodestra 4. Oggi il centrosinistra ne guida 8 e il centrodestra 11, tra cui tutte le più grandi del Paese. E tra le tante conseguenze immediate ci sarà il passaggio a un esponente della destra della Presidenza della Conferenza Stato-Regioni, sede decisiva in una stagione politica di federalismo e di riforme istituzionali.

Insomma un voto che va guardato in faccia senza minimizzazioni o reticenze. E che indica la urgente necessità di dotare il PD di un programma per l'Italia, di una proposta di riforme istituzionali e di un'organizzazione di partito con profonde radici nella società. Tre scelte da compiere con coraggio e determinazione, aprendo una stagione di profondo rinnovamento e facendo avanzare una nuova leva di dirigenti, a partire da quelli che hanno maturato successo nella guida di regioni e enti locali.

Tre scetle essenziali per rimettere in moto il PD e restituire speranza e fiducia nel suo progetto.



permalink   inviato da piero fassino il 8/4/2010 alle 19:46    commenti (20)
Versione per la stampa

Sfoglia
marzo        maggio