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20 luglio 2009

Perchè con Franceschini

Giovedì 16 luglio Dario Franceschini ha illustrato la piattaforma politica con cui si candida a Segretario nazionale del PD.

Al centro della piattaforma di Franceschini ci sono l’Italia e il suo futuro, le ansie e le aspettative degli italiani, le proposte del PD per aprire una pagina nuova nella vita del Paese.

Nei giorni scorsi ho annunciato il mio sostegno alla riconferma di Dario Franceschini alla guida del PD.

L’ho fatto per più ragioni.

Intanto perché penso che non sia opportuno e giusto cambiare un segretario eletto da soli cinque mesi, un tempo troppo breve per valutare l’operato di una leadership.

Poi guardando come ha diretto il PD in questi mesi, Franceschini si è dimostrato capace di scegliere e decidere: sulla laicità ha tenuto la barra dritta; in Europa ha guidato il PD alla costituzione della Alleanza Progressista insieme a socialisti e socialdemocratici; in campagna elettorale si è sforzato ogni giorno di avanzare proposte per il Paese. E ha dimostrato di volere un partito vero e radicato.

Il mio è soprattutto il sostegno a un Segretario che ha le qualità umane e politiche per rilanciare il PD e il suo profilo largo, aperto e plurale di “casa comune dei riformisti”.

Mi preoccupa sinceramente vedere che, di fronte alle difficoltà incontrate dal PD in questi mesi, in una parte dei dirigenti e degli iscritti del PD ci sia invece una nostalgia di tornare a quel che c’era prima.

Sono consapevole delle tante difficoltà incontrate dal PD nei suoi primi 20 mesi di vita. E so bene che proprio quelle difficoltà – di cui si è avuto riscontro nei risultati delle elezioni europee e amministrative – suscitano inquietudine e turbamento in molti.

Ma non si superano i problemi tornando indietro, né dividendo il PD nei vecchi campi di appartenenza. Guai se il Congresso diventasse la conta tra ex DS e ex Margherita. Non è questo che si aspettano i nostri elettori e quanti guardano con speranza al PD.

Invece occorre accelerare la costruzione di un vero partito, plurale nelle culture, con una larga base associativa di iscritti, con solide radici nella società.
Un partito capace di presentare un progetto che parli dell’Italia e all’Italia e aperto alla più coraggiosa innovazione culturale e programmatica.
Un partito che promuova una nuova generazione di dirigenti, non sulla base del nuovismo mediatico, ma del merito e delle capacità.
Un partito federale che valorizzi l’autonomia dei territori e così sia in grado di dare risposte adeguate al nord, come alla questione meridionale.

Un partito che si candidi e costruisca intorno a sé e al suo programma le alleanze necessarie a governare il Paese per un’intera legislatura.

Dario Franceschini è il Segretario giusto per costruire un solido e forte Partito Democratico e un progetto per la rinascita dell’Italia.


permalink   inviato da piero fassino il 20/7/2009 alle 16:29    commenti (81)
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14 luglio 2009

Perché con Franceschini


Giovedì 16 luglio alle ore 16,30 a Roma, alla Casa dell’Architettura - Acquario Romano, Piazza Manfredo Fanti
, Dario Franceschini illustrerà la piattaforma politica con cui si candida a Segretario nazionale del PD.

Al centro della piattaforma di Franceschini ci sono l’Italia e il suo futuro, le ansie e le aspettative degli italiani, le proposte del PD per aprire una pagina nuova nella vita del Paese.

Nei giorni scorsi ho annunciato il mio sostegno alla riconferma di Dario Franceschini alla guida del PD.

L’ho fatto per più ragioni.

Intanto perché penso che non sia opportuno e giusto cambiare un segretario eletto da soli cinque mesi, un tempo troppo breve per valutare l’operato di una leadership.

Poi guardando come ha diretto il PD in questi mesi, Franceschini si è dimostrato capace di scegliere e decidere: sulla laicità ha tenuto la barra dritta; in Europa ha guidato il PD alla costituzione della Alleanza Progressista insieme a socialisti e socialdemocratici; in campagna elettorale si è sforzato ogni giorno di avanzare proposte per il Paese. E ha dimostrato di volere un partito vero e radicato.

Il mio è soprattutto il sostegno a un Segretario che ha le qualità umane e politiche per rilanciare il PD e il suo profilo largo, aperto e plurale di “casa comune dei riformisti”.

Mi preoccupa sinceramente vedere che, di fronte alle difficoltà incontrate dal PD in questi mesi, in una parte dei dirigenti e degli iscritti del PD ci sia invece una nostalgia di tornare a quel che c’era prima.

Sono consapevole delle tante difficoltà incontrate dal PD nei suoi primi 20 mesi di vita. E so bene che proprio quelle difficoltà – di cui si è avuto riscontro nei risultati delle elezioni europee e amministrative – suscitano inquietudine e turbamento in molti.

Ma non si superano i problemi tornando indietro, né dividendo il PD nei vecchi campi di appartenenza. Guai se il Congresso diventasse la conta tra ex DS e ex Margherita. Non è questo che si aspettano i nostri elettori e quanti guardano con speranza al PD.

Invece occorre accelerare la costruzione di un vero partito, plurale nelle culture, con una larga base associativa di iscritti, con solide radici nella società.
Un partito capace di presentare un progetto che parli dell’Italia e all’Italia e aperto alla più coraggiosa innovazione culturale e programmatica.
Un partito che promuova una nuova generazione di dirigenti, non sulla base del nuovismo mediatico, ma del merito e delle capacità.
Un partito federale che valorizzi l’autonomia dei territori e così sia in grado di dare risposte adeguate al nord, come alla questione meridionale.

Un partito che si candidi e costruisca intorno a sé e al suo programma le alleanze necessarie a governare il Paese per un’intera legislatura.


permalink   inviato da piero fassino il 14/7/2009 alle 18:37    commenti (416)
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6 luglio 2009

9 luglio: Il Pd che serve all’Italia

 

Si è avviato in questi giorni il percorso congressuale del Partito Democratico, che culminerà il 25 ottobre nelle elezioni primarie per la scelta del Segretario nazionale.

Un Congresso di straordinaria importanza perché il primo del PD – a 20 mesi dalle primarie dell’ottobre 2007 – e perché alla vigilia delle elezioni regionali del 2010.

Un Congresso tanto più importante perché si colloca nel vivo di una crisi economica di cui sentono i morsi lavoratori, famiglie e imprese, con un governo la cui politica risulta ogni giorno di più inadeguata e in uno scenario segnato da una caduta di credibilità, interna e internazionale, del Capo del governo.

Al centro del Congresso – questa è la mia convinzione – ci deve perciò essere l’Italia e il suo futuro, le ansie e le aspettative degli italiani, le proposte del PD per aprire una pagina nuova nella vita del Paese.

Nei giorni scorsi ho annunciato il mio sostegno alla riconferma di Dario Franceschini alla guida del PD.

L’ho fatto in primo luogo guardando come Franceschini ha diretto il PD in questi mesi. Sulla laicità ha tenuto la barra dritta, in Europa ha guidato il PD alla costituzione della Alleanza Progressista insieme a socialisti e socialdemocratici; in campagna elettorale si è sforzato ogni giorno di avanzare proposte per il Paese.

Il mio è un sostegno non acritico, ma nella convinzione che non si debba tornare indietro, dividendo il PD nei vecchi campi di appartenenza, e che invece occorra accelerare la costruzione di un partito che sia plurale nelle culture, che abbia solide radici nella società e sia aperto alla più coraggiosa innovazione culturale e programmatica. Un partito capace anche di promuovere una nuova generazione di dirigenti, non sulla base del nuovismo mediatico, ma del merito e delle capacità.

Per illustrare le mie idee sul PD e il suo futuro ho ritenuto utile perciò promuovere per giovedì 9 luglio alle ore 16,30 a Roma allo Spazio Etoile – Piazza San Lorenzo in Lucina – un incontro pubblico a cui sarà presente anche Dario Franceschini e a cui invito tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’Italia e del Partito Democratico.


permalink   inviato da piero fassino il 6/7/2009 alle 9:54    commenti (88)
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