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30 maggio 2009

La crisi c’è



Il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha detto con parole chiare che la crisi c'è, è profonda e rischia di diventare più acuta.

Disoccupazione al 10%, diminuzione di 5 punti della ricchezza del paese, debito pubblico al 120%, famiglie con reddito insufficiente, lavoratori precari e flessibili senza alcuna forma di tutela.

Sono le cose che dice da tempo il PD, accusato per questo di catastrofismo.
Adesso che le dice anche Draghi risulta evidente quanto propagandistico e superficiale sia il tentativo di Berlusconi e di Tremonti di far credere che la crisi sia già alle nostre spalle.

Draghi ha detto anche che l’Italia ha le risorse per farcela, ma servono misure concrete e riforme vere. E ha indicato proposte del tutto analoghe a quelle avanzate in questi mesi dal PD, come per esempio misure di più facile accesso al credito per le imprese e indennità di reddito minimo per chi, perdendo il lavoro, non ha neanche la cassa integrazione.

Fino ad ora il Governo è stato sordo.
Adesso che anche Draghi lo sollecita a uscire da una politica fatta soltanto di annunci, si sveglierà?


permalink   inviato da piero fassino il 30/5/2009 alle 12:9    commenti (21)
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18 maggio 2009

Crisi: la realtà e la fiction

 

L’Italia conosce una crisi economica e sociale grave.

Migliaia di aziende hanno difficoltà a mantenere mercati, produzione e esportazioni. Il numero dei lavoratori in cassa integrazione è in costante aumento. Molti giovani con contratti a termine non li vedono rinnovati e si trovano di colpo senza lavoro e senza nessuna forma di reddito. Tutte le previsioni dicono che nel 2009 l’Italia vedrà ridurre la sua ricchezza di 5/6 punti percentuale rispetto al 2008.

Insomma al crisi c’è ed è seria.
Qualcuno dirà: “ma la crisi c’è anche in America, in Germania, e in Francia”. Certo, ma la differenza è proprio questa: negli altri paesi i Capi di governo non negano la crisi e mettono in campo politiche per contrastarla.
In Italia, invece, il Primo Ministro dice che la crisi se la inventano i giornali e la sinistra. Per Berlusconi non è importante come le cose sono, ma come si fa credere che siano.

Insomma: quando è la fiction sulla realtà.


permalink   inviato da piero fassino il 18/5/2009 alle 18:29    commenti (78)
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3 maggio 2009

Gran Torino

Nei giorni in cui su tutti gli schermi cinematografici del mondo trionfa "Gran Torino", la FIAT si compra la Chrysler. E si ipotizza che l'azienda torinese assorba ache la Opel.

Un'operazione ambiziosa, una sfida coraggiosa, una scelta necessaria che va incoraggiata e sostenuta.

Nell'economia globale, infatti, ce la fa e può competere solo chi si colloca alla dimensione giusta. E mettere in campo un gruppo automobilistico mondiale con un potenziale produttivo di 6 milioni di vetture é l'unica scelta che può consentire alle due case automobilistiche di superare la crisi e di rilanciarsi come uno dei poli mondiali dell' auto.

La vicenda è un buon esempio di come nel mondo di oggi cambino parametri e valori.
Fino a poco tempo fa appariva certo che la Fiat non avesse altro destino che essere comprato da un suo qualche concorrente. e si diceva che la debolezza dell'azienda torinese fosse l'essere produttore solo di auto di piccola cilindrata. oggi invece è fiat che compra i concorrenti e le sue vetturette a basso consumo diventano il simbolo di un'economia più rispettosa dell'ambiente.

E' la dimostrazione anche di quante risorse, capacità, competenze abbia il nostro Paese. Attingere a questo straordinario patrimonio di professionalità - di manager, tecnici, impiegati, operai - e incoraggiare la voglia di farcela di tanti imprenditori che non si rassegnano e sono pronti a investire, è decisivo per uscire dalla crisi presto e bene 



permalink   inviato da piero fassino il 3/5/2009 alle 15:34    commenti (70)
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