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15 agosto 2008

Qualche giorno di riposo

Anche il nostro Blog si ferma per qualche giorno di ferie. Veniamo da mesi intensi e la ripresa autunnale non sarà meno densa di sfide impegnative. Ragione di più per arrivarci in forma. Un grazie alle amiche e agli amici che ci hanno seguito in questi mesi, augurando a ognuno di passare qualche giorno di serenità e riposo. Ci rivediamo presto, con un sito rinnovato e ancora più ricco di informazioni, notizie, commenti e opinioni. Un abbraccio, Piero Fassino


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13 agosto 2008

Ossezia: adesso una pace vera

Dopo 5 giorni di guerra che ha mietuto oltre 2000 vittime e provocato sofferenze e distruzioni, in Ossezia le armi forse finalmente tacciono. E adesso si può ben vedere quanto sia stata assurda anche questa guerra. Il Caucaso è da sempre una regione critica. Lì si toccano est e ovest, Europa e Asia, cristianità e islam, in un crogiuolo di popoli, etnie, minoranze che si portano nella memoria guerre, persecuzioni, stermini. Intorno ci sono Afghanistan, Iraq, Iran, Turchia e medioriente, tutte aree altrettanto critiche. E nel Caucaso passano anche i gasdotti e gli oleodotti che portano energia in Europa. Chiunque capisce che la stabilità del Caucaso è vitale per i suoi popoli, cosi come lo è per la sicurezza dell'Europa e del mondo. Per questo la guerra è assurda. Non è con le armi che i popoli e le nazioni del Caucaso potranno avere pace, stabilità, certezza dei loro diritti. L'unica strada è ricercare un assetto condiviso da tutti e in cui ciascun popolo possa riconoscersi. E' quello che bisogna fare oggi: consolidare la tregua e aprire un percorso negoziale per una pace vera che assicuri piena sovranità a ogni nazione e tutele e diritti a ogni minoranza e apra una fase di cooperazione regionale che superi le drammatiche ferite della storia. L'Unione europea - che questa volta si è mossa con tempestività e efficacia - ha la responsabilità di promuovere una soluzione di pace e l'Italia ha il dovere di sostenerla con determinazione. Perchè la pace non basta invocarla, bisogna costruirla e difenderla.
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7 agosto 2008

Cina, Olimpiadi e diritti umani

Dopo essere stata una dei luoghi della civiltà, la Cina ha conosciuto secoli di oblio e marginalità. Poi, con la globalizzazione, quel grande paese è divenuto via via motore di sviluppo per sé e per l’economia mondiale.
E oggi le Olimpiadi sono – non solo per le autorità di Pechino, ma per ogni cinese – il riconoscimento di un ritrovato ruolo di potenza mondiale.
Ne è consapevole lo stesso Dalai Lama che non ha sollecitato il boicottaggio dei Giochi, ma ha chiesto ai tanti Capi di Stato, di Governo e Ministri che affluiranno a Pechino di cogliere questo evento straordinario per porre con forza il tema dei diritti umani.
E’ questo il compito della politica: rispettando l’autonomia dello sport e la legittima ambizione di ogni atleta alla conquista di una medaglia olimpica, non rinunciare però al dovere morale e politico di battersi perché i diritti umani e civili siano riconosciuti e rispettati là dove oggi sono negati.
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1 agosto 2008

Alitalia: la crisi continua

In questo blog ci siamo occupati più volte di Alitalia, sempre sottolineando i gravi rischi che comportava la linea dell'attuale Governo. Qualcuno avrà creduto che fossimo mossi da un pregiudizio antiberlusconiano. Adesso si vede che, purtroppo, i nostri timori erano fondati. Si è, infatti, liquidata la proposta Airfrance, proponendo miracolose cordate italiane. In realtà, ad oggi, una soluzione certa ancora non c'è. E quella di cui si parla, qualora si realizzasse, ci consegnerebbe un Alitalia molto più piccola, con un taglio drastico di gran parte delle linee intercontinentali, con un numero di esuberi enorme, con una compagine azionaria costituita da imprenditori di cui nessun operatore del settore e, infine, scaricando tutti i costi sulle casse dello Stato. Vale la pena di ricordare he l'intesa con Air France avrebbe integrato l'Alitalia nel più grande gruppo aereo mondiale, prevedendo al tempo stesso il mantenimento del marchio Alitalia, l'auonomia gestionale della compagnia e la conferma dell'84% del personale. Invece adesso avremo una soluzione molto precaria, che il Governo cercherà di mascherare dicendo che "si è salvata l'Alitalia", sapendo invece benissimo che la compagnia rischia in breve tempo di essere nuovamente in crisi. E a pagarne le conseguenze saranno gli utenti, i dipendenti e l'Italia.
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