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28 luglio 2008

Parlamento e precari: le forzature della destra

Ha suscitato larghe proteste un emendamento che penalizza fortemente i lavoratori precari i quali non avranno più diritto di rivolgersi alla magistratura per ottenere la stabilizzazione del loro lavoro. Potranno solo richiedere un modesto indennizzo monetario. Adesso non si trova più un padre di quella proposta, che in realtà è stata avanzata da parlamentari del centrodestra e sostenuto dal governo, mentre i parlamentari del PD si sono opposti e hanno votato contro. Ma l’episodio è rivelatore di due caratteri della destra davvero non marginali. In primo luogo rivela l’idea che la destra ha del Parlamento. Quell’emendamento è potuto passare perché il Governo ha imposto tempi di discussione così stretti – poche ore per esaminare un provvedimento impegnativo e con migliaia di emendamenti – da impedire qualsiasi seria discussione. Insomma: l’importante è decidere, decidere, decidere! Se poi si decide una sciocchezza, pazienza! Ma quel provvedimento dimostra anche che per la destra la precarietà non è un rischio da combattere, ma una condizione da subire passivamente. Se poi questo si traduce per tantissimi giovani in una vita più insicura, più esposta a ogni rischio, meno certa dei propri diritti, pazienza! E poi dicono che non c’è più differenza tra destra e sinistra…
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25 luglio 2008

La vignetta di Giannelli

Corriere della sera, 25 luglio 2008

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23 luglio 2008

Quando l'informazione non ha principi

In queste ore ricevo attestati di solidarietà e di affetto di tantissime persone indignate per la gratuita e infondata aggressione di cui sono stato oggetto su La Repubblica.
D’altra parte le cose sono chiare: non ho mai avuto conti segreti all’estero; non ho mai percepito fondi illeciti o illegali; non mi sono mai occupato di Telecom. Chiunque mi conosce sa bene che sono una persona onesta. E chi ha cercato di infangare la mia dignità, adesso ne risponderà in tribunale.
Ma l’episodio va al di là di una caso personale. Ci dice quanto sia degradato il rapporto tra informazione e politica e quali effetti devastanti può produrre la rincorsa nevrotica e ossessiva dello scoop, ignorando quel “principio di responsabilità” verso gli altri a cui ogni persona è tenuta a ispirare i propri comportamenti.
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21 luglio 2008

La veglia per Paolo Borsellino

Ho partecipato alla veglia notturna promossa da Rita Borsellino per ricordare l’assassinio del fratello Paolo e per testimoniare la volontà di continuare a battersi contro la mafia e per far vincere la legalità. C’era grande commozione e ricordando Paolo Borsellino, la mente di tutti è corsa a Giovanni Falcone, Cesare Terranova, Rocco Chinnici, Ciaccio Montalto, Gaetano Costa, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Ninni Cassarà, Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Giuseppe Fava, Mauro De Mauro, Libero Grassi, Peppino Impastato, Rosario Livatino e tanti altri, spesso meno noti, ma non meno eroici. E’ il sacrificio di questi uomini che ha consentito allo Stato di arrestare boss latitanti da anni, incrinare il muro di omertà, smantellare famiglie mafiose, dimostrare che la mafia non è invincibile. Abbiamo il dovere di non dimenticare. Non solo per rendere onore a chi ha pagato con la vita per la nostra libertà. Ma per essere consapevoli che chi lotta contro la mafia non deve essere lasciato solo e che anche ciascuno di noi è chiamato a fare la propria parte.
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17 luglio 2008

Le doppie verità del centrodestra

Non passa giorno senza che il Governo smentisca quel che il centrodestra ha promesso in campagna elettorale. Si è cominciato con Alitalia, facendo fallire l’accordo con Air France e dando per sicura una soluzione che invece a tutt’oggi non c’è. Poi è toccato alle tasse: in campagna elettorale Berlusconi ha promesso mari e monti. Qualche giorno fa Tremonti ha presentato un Documento di Programmazione Economica e Finanziaria nel quale si prevede che la pressione fiscale rimanga inalterata per tre anni. Adesso tocca alla sicurezza, una delle “bandiere” della destra che per mesi ha fatto credere che con il governo Berlusconi sarebbero finalmente arrivati il rigore, la severità, la tolleranza zero. E, invece, nelle proposte finanziarie di Tremonti ci sono tagli drastici ai settori della sicurezza che si tradurranno in meno uomini, meno mezzi, meno controllo del territorio, meno contrasto alla illegalità. E quindi i cittadini saranno meno sicuri. Tocca al Partito Democratico adesso fare della sicurezza una effettiva priorità su cui investire tutte le risorse necessarie.
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