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24 giugno 2008

Contrordine: le tasse non si riducono più

Ridurre le tasse è stato la parola d’ordine con cui Berlusconi e la destra hanno ossessivamente bombardato gli italiani per anni. Visco è stato rappresentato come un vampiro che succhiava il sangue dei contribuenti. Prodi un nemico dei cittadini e delle imprese. Il fisco – che in qualsiasi nazione civile è il modo con cui una comunità finanzia i suoi beni comuni – da noi è diventato “le mani dello Stato nelle tasche degli italiani”. Una campagna così martellante che alla fine una maggioranza di elettori si è convinta a votare Berlusconi e Tremonti, credendo così che le tasse sarebbero state ridotte. Sono passati 45 giorni dalla nascita del governo e la mitica riduzione delle tasse non c’è più. Nella Legge Finanziaria, infatti, si prevede che nei prossimi tre anni la pressione fiscale rimarrà la stessa di oggi. E quella stessa Finanziaria è fondata su una inflazione dell’1.7%, quanto tutti sappiamo che oggi supera il 3.5%. Insomma: in poche settimane la destra è tornata quella che conoscevamo. Leggi ad personam, attacchi ai giudici e i trucchi di Tremonti. Siamo curiosi di vedere cosa diranno quei tanti commentatori che per 20 mesi hanno sparato a zero sul Governo Prodi, accreditando Berlusconi come uno statista e Tremonti come un genio della finanza creativa.
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16 giugno 2008

Quando la politica è demagogia

“Salveremo l’Alitalia con una cordata italiana”: la stiamo ancora spettando e per ora l’unica cosa certa è che l’Unione Europea ci ha multati. “Useremo i soldati contro la criminalità”: chiunque capisce che dislocare 2.500 soldati in un Paese di 8.000 comuni e 60 milioni di abitanti è una misura puramente propagandistica, quando se mai bisognerebbe dare a Polizia, Carabinieri e forze dell’ordine mezzi e misure per poter fare bene il proprio mestiere. "In cinque anni la prima pietra della prima centrale nucleare": quando qualsiasi esperto ti spiega che le centrali nucleari di nuova generazione - più sicure di quelle di oggi - si potranno costruire non prima del 2030-2040. Sono bastate poche settimane e la destra è tornata a essere quel che sapevamo: l’importante è “far credere” che i problemi si risolvono. E, dunque, annunci roboanti, esibizione di muscoli, conferenze-stampa trionfalistiche. Peccato che tutto questo sia niente di più che un fondale di cartapesta. E l’Italia e gli italiani ne pagano il conto.
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