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29 ottobre 2008

Non distruggere l’intelligenza del Paese

A tutti i parlamentari è giunta in queste ore una lettera dei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che qui pubblichiamo perché solleva un tema che riguarda lo sviluppo e il futuro dell’Italia.

“Come coordinamento dei ricercatori precari dell'INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, vorremmo richiamare l’attenzione sulla difficile situazione nella quale versa la ricerca italiana in generale e l'INFN in particolare.

L'INFN conta nel suo organico 1800 dipendenti a tempo indeterminato e 600 lavoratori precari. Ha contribuito al CERN di Ginevra (dove fu creato il www) per il progetto LHC per circa 1 Miliardo di Euro in questo decennio. La metà e' rientrata in Italia in commesse industriali, favorendo la competitività del settore tecnologico italiano.

Centinaia di ricercatori e tecnici precari che stanno contribuendo alla costruzione degli esperimenti rischiano il licenziamento, impossibilitati a partecipare a concorsi pubblici negli anni passati e in quelli a venire. La crescente fuga dei cervelli verso gli istituti esteri e il danno economico e sociale (circa 400 mila Euro sono necessari per la formazione di un ricercatore) condanneranno la ricerca italiana all'oblio. In particolare, il taglio del 10% della pianta organica imposto dalla legge 133/08 impedisce qualunque assunzione per i prossimi 3 anni”.
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26 ottobre 2008

Essere all’altezza delle speranze del Circo Massimo



Una moltitudine immensa.
Una manifestazione forte e serena.

Hanno sfilato per Roma donne e uomini che vogliono vivere in un’Italia migliore, un’Italia che offra a ciascuno quelle certezze di vita, di lavoro, di reddito necessarie per guardare con serenità alla vita propria e dei propri figli.

Dalla folla del Circo Massimo vengono al Partito Democratico due domande: un’opposizione forte e incisiva, capace di accompagnare ad ogni no il nostro sì e le nostre proposte alternative; un partito strutturato e radicato nella società, capace di essere in sintonia con le aspettative e le speranze degli italiani.

Quella piazza, insomma, è un atto di fiducia nel PD e noi dobbiamo sentire la grande responsabilità di onorarla e di esserne all’altezza.

E fanno un grave errore Berlusconi e la destra a svilire quella grandissima manifestazione. I cittadini, tanto più quando esprimono opinioni critiche, vanno rispettati . dovere della politica è ascoltare la gente, non ignorarla.
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24 ottobre 2008

In piazza per dire no, in piazza per le nostre idee

Sarà una manifestazione di popolo, di lotta, ma serena e responsabile e ci si renderà conto di quanto sciocco sia stato rappresentarla come un evento quasi eversivo. Certo, non basta una manifestazione, per quanto grande, a cambiare l'esito delle elezioni. Domenica mattina Berlusconi continuerà ad essere presidente del Consiglio e noi l'opposizione. La costruzione di un'alternativa di governo non è l'evento miracoloso di un istante, ma un processo che richiede tempo e fatica. La manifestazione darà visibilità all'opposizione e alle sue proposte, spiegherà le ragioni dei nostri no alle politiche della destra, ma dirà anche quali sono i nostri "si" e i nostri "come". Sarà l’occasione per ribadire che quella proposta da Berlusconi e Tremonti è un finanziaria inadeguata e la riforma Gelmini rischia di abbassare l'offerta formativa. Insomma, noi siamo ben consapevoli che una grande forza riformista che rappresenta un terzo degli italiani e che ha ambizioni di governo, ha il dovere di prospettare al paese un progetto e proposte all'altezza delle sfide e delle aspettative dei cittadini. Il Partito democratico ce la può fare perché la tanta gente che domani sarà a Roma è un giacimento di conoscenza, di sapere, di competenza, di professionalità pronto a mettersi con generosità e passione al servizio dell'Italia.
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20 ottobre 2008

VITTORIO FOA MAESTRO DI VITA

 Chi ha conosciuto e frequentato Vittorio Foa sente in queste ore un vuoto incolmabile e una profonda tristezza per la perdita di un uomo che ha fatto la storia del sindacato, della sinistra, della Repubblica e della democrazia italiana e che è stato per molti un maestro di vita. Quel che colpiva chiunque avvicinasse Vittorio era la straordinaria curiosità intellettuale e – nonostante il progredire degli anni - la freschezza giovanile con cui guardava al mondo e a ogni novità e a ogni fermento della società. Vittorio ci lascia una straordinaria lezione di passione civile, generosità politica, rigore morale e lucidità intellettuale a cui anche le nuove generazioni potranno attingere. E chi ai suoi insegnamenti si è formato, porterà Vittorio sempre nel suo cuore.
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16 ottobre 2008

Non lasciamo solo Roberto Saviano

Ho incontrato Roberto Saviano nei giorni in cui usciva Gomorra, un libro di straordinario coraggio civico e morale nel denunciare lo sfascio civile, sociale e la camorra.

Mi parlò di quanto amasse la sua terra e di quanto soffrisse nel vederne il degrado. Mi raccontò della sua famiglia e dei valori forti di laboriosità, di rispetto delle persone, di onestà a cui i suoi genitori l’avevano educato.

Mi colpì soprattutto, il suo carattere mite unito ad una straordinaria determinazione a non accettare di vivere in una terra devastata dal ricatto, dall’intimidazione e dalla paura. I

In una società violenta ci sono meno diritti, meno opportunità, meno certezze per tutti e chi è più debole lo è ancora di più.

Per questo non lasciare solo Saviano è un dovere morale e civico ed è responsabilità di ciascuno di noi stare al fianco di Roberto nella sua battaglia di libertà, di civiltà, di democrazia.
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