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13 agosto 2008

Ossezia: adesso una pace vera

Dopo 5 giorni di guerra che ha mietuto oltre 2000 vittime e provocato sofferenze e distruzioni, in Ossezia le armi forse finalmente tacciono. E adesso si può ben vedere quanto sia stata assurda anche questa guerra. Il Caucaso è da sempre una regione critica. Lì si toccano est e ovest, Europa e Asia, cristianità e islam, in un crogiuolo di popoli, etnie, minoranze che si portano nella memoria guerre, persecuzioni, stermini. Intorno ci sono Afghanistan, Iraq, Iran, Turchia e medioriente, tutte aree altrettanto critiche. E nel Caucaso passano anche i gasdotti e gli oleodotti che portano energia in Europa. Chiunque capisce che la stabilità del Caucaso è vitale per i suoi popoli, cosi come lo è per la sicurezza dell'Europa e del mondo. Per questo la guerra è assurda. Non è con le armi che i popoli e le nazioni del Caucaso potranno avere pace, stabilità, certezza dei loro diritti. L'unica strada è ricercare un assetto condiviso da tutti e in cui ciascun popolo possa riconoscersi. E' quello che bisogna fare oggi: consolidare la tregua e aprire un percorso negoziale per una pace vera che assicuri piena sovranità a ogni nazione e tutele e diritti a ogni minoranza e apra una fase di cooperazione regionale che superi le drammatiche ferite della storia. L'Unione europea - che questa volta si è mossa con tempestività e efficacia - ha la responsabilità di promuovere una soluzione di pace e l'Italia ha il dovere di sostenerla con determinazione. Perchè la pace non basta invocarla, bisogna costruirla e difenderla.
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permalink   inviato da piero fassino il 13/8/2008 alle 18:40    commenti (6)
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