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5 luglio 2010

Una maggioranza allo sbando

Le dimissioni di Brancher offrono una duplice conferma. Dimostrano che la destra vive una fase di sbandamento, al punto che neanche Berlusconi si è intestardito a difendere una nomina indifendibile. E quelle dimissioni dimostrano che – contrariamente a quel che spesso troppo sbrigativamente si dice – l’opposizione c’è, si batte e ottiene risultati.

E’ uno scenario che potrà riprodursi anche per la legge sulle intercettazioni, su cui nella maggioranza si manifestano dissensi e malumori e contro la quale un’opposizione unita e determinata potrà battersi con ancor maggiore efficacia.

Così come la strada è sempre più impervia per Tremonti e le sue “stangate”, contestate dalle imprese, dal mondo della scuola e della cultura, dai sindacati e dall’insieme di Regioni, Provincie e Comuni, compresi quelli amministrati dalla destra.

E’ la conferma che per governare i numeri non bastano. Berlusconi ha una maggioranza che conta 100 deputati e 50 senatori di più dell’opposizione. Ma non ha un progetto per l’Italia e i suoi problemi.

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permalink   inviato da piero fassino il 5/7/2010 alle 16:52    commenti (48)
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