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13 settembre 2010

Una scuola al macero


In Italia solo 10 bambini su 100 dispongono di un posto in un asilo nido, contro i 23 della Francia, i 34 della Germania, i 64 della Svezia.
Nele medie superiori abbiamo uno dei più alti tassi di dispersione scolastica, con migliaia di ragazzi che ogni anno interrompono il loro corso di studi.
Abbiamo il 35% di laureati in meno rispetto a Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia e la maggioranza delle nostre Università non ha i fondi per pagare neanche le dodici mensilità di stipendio ai propri professori.
L'Italia spende in ricerca pubblica poco più dell'1% del pil, contro una media europea del 2,5%.
Spendiamo complessivamente il 4,5% del pil per il sistema scolastico e universitario contro una media del 5,7% dei paesi OCSE (i paesi più industrializzati del pianeta).

Un Paese così dovrebbe considerare l'investimento in formazione e sapere una assoluta priorità. E invece, grazie al duo Gelmini-Tremonti. questo governo mette sulla strada migliaia di insegnanti precari, chiude scuole e aumenta il numero di alunni per classe, taglia i corsi di lingue straniere, riduce le risorse per l'Università, taglia il tempo pieno e i servizi mensa nelle elementari.

Un modo sciagurato di gestire la scuola italiana che umilia la professionalità di centinaia di migliaia di insegnanti e produce un grave danno per milioni di studenti di cui si pregiudicano il futuro e le opportunità di impiego e di vita.
 
Una ragione di più per accelerare la costruzione di un'alternativa di governo e mandare a casa questo governo e il suo premier.


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28 marzo 2008

Domenica 30: in tanti per vincere

 
Le elezioni si vincono se tanta gente ne convince tanta altra. Gli elettori sono oltre 45 milioni e noi possiamo farcela se facciamo arrivare le nostre proposte a la nostra richiesta di voto a tutte le elettrici e tutti gli elettori. Per questo sabato 29 e domenica 30 marzo chiediamo ai 3 milioni e mezzo di cittadini che hanno partecipato alle Primarie del 14 ottobre di tornare ai 12mila seggi e gazebo che riallestiremo in tutta Italia. Lì, i cittadini potranno incontrare i candidati del Partito Democratico e, soprattutto, potranno ritirare il materiale elettorale da distribuire agli elettori. Se ognuno dei 3 milioni e mezzo delle Primarie parla e ragiona con 12 persone noi possiamo parlare con tutti gli elettori. La passione, la generosità, la voglia di combattere e di vincere di tanta gente è la nostra arma in più. Mettiamola in campo.
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26 marzo 2008

Per chi nel 2010 avrà vent'anni

Nell’Italia di oggi il 60 per cento dei matrimoni avviene tra persone che stanno tra i 26 e i 35 anni. Quattro milioni e mezzo di giovani con età superiore ai 25 anni vivono ancora con i genitori. I giovani di oggi escono dall’università più tardi (in attesa che arrivi qualcosa che in realtà spesso non arriva), trovano un lavoro (molto spesso precario) più tardi, si sposano più tardi, fanno figli più tardi. E’ tutto tempo di vita sottratto e una società che ruba il tempo dei suoi figli è più ingiusta, più fragile, più insicura. Se c’è una priorità a cui la politica dovrebbe dedicarsi è questa: aprire le troppe porte chiuse, abbattere le troppe corporazioni che difendono se stesse, offrire ai giovani opportunità che consentano a ciascuno di scommettere sul proprio talento, sulle proprie capacità, sulla propria voglia di realizzare se stesso e le proprie aspirazioni di vita. E’ quel che vuole e deve fare il Partito Democratico per restituire a tante ragazze e ragazzi speranza e fiducia nella loro vita. Anche perché il PD l’abbiamo voluto prima di tutto per chi nel 2010 avrà vent’anni.
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20 marzo 2008

Sulla pelle di un'azienda

Sono ore cruciali per Alitalia e migliaia di suoi dipendenti. La crisi, sottovalutata per anni, è arrivata al suo ultimo stadio e l’azienda rischia di chiudere. C’è un’offerta di Air France che, per quanto onerosa, evita la chiusura di Alitalia. Non piace? Si avanzino altre proposte, ma subito però, perché tra una settimana non ci saranno più né Air France né altri. Soprattutto non ci sarà più Alitalia. Quel che in ogni caso è inaccettabile è far crede che dietro l’angolo ci siano soluzioni facili che in realtà per ora nessuno ha visto. E’ quel che in queste ore sta facendo Berlusconi. E’ così che la destra vuole dirigere l’Italia? Ci si può fidare di chi, per un pugno di voti, è pronto a buttare a mare un’azienda e sul lastrico migliaia di lavoratori?
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16 marzo 2008

L'eredità di Aldo Moro

Aldo Moro è stato ucciso, ma quegli assassini non hanno impedito alle sue idee di ispirare la vita politica italiana e di promuovere l'incontro tra le grandi forze riformiste e popolari fino alla nascita del Partito Democratico. Oggi l'eredità politica e morale di Aldo Moro è punto di riferimento per quanti credono in una politica fondata su valori di solidarietà, tolleranza, giustizia e libertà. Quello di Moro è stato un terribile martirio che ci ricorda quale tributo di sangue e sofferenze sia stato pagato per difendere la libertà e la democrazia contro chi voleva precipitare la Repubblica nell'odio e nella violenza.
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