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26 marzo 2008

Per chi nel 2010 avrà vent'anni

Nell’Italia di oggi il 60 per cento dei matrimoni avviene tra persone che stanno tra i 26 e i 35 anni. Quattro milioni e mezzo di giovani con età superiore ai 25 anni vivono ancora con i genitori. I giovani di oggi escono dall’università più tardi (in attesa che arrivi qualcosa che in realtà spesso non arriva), trovano un lavoro (molto spesso precario) più tardi, si sposano più tardi, fanno figli più tardi. E’ tutto tempo di vita sottratto e una società che ruba il tempo dei suoi figli è più ingiusta, più fragile, più insicura. Se c’è una priorità a cui la politica dovrebbe dedicarsi è questa: aprire le troppe porte chiuse, abbattere le troppe corporazioni che difendono se stesse, offrire ai giovani opportunità che consentano a ciascuno di scommettere sul proprio talento, sulle proprie capacità, sulla propria voglia di realizzare se stesso e le proprie aspirazioni di vita. E’ quel che vuole e deve fare il Partito Democratico per restituire a tante ragazze e ragazzi speranza e fiducia nella loro vita. Anche perché il PD l’abbiamo voluto prima di tutto per chi nel 2010 avrà vent’anni.
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4 marzo 2008

Sicurezza per restituire dignità al lavoro

Cinque morti a Molfetta. Quattro giorni fa un portuale ha perso la vita a Genova. Il dramma della Thyssen si ripete con tragica cadenza. Oltre 1300 lavoratori muoiono sul lavoro ogni anno. Altre migliaia subiscono infortuni, spesso con invalidità irreversibili. Che nel Duemila si debba morire lavorando, non può essere accettato da nessuna persona civile. E il valore che si riconosce al lavoro è un parametro essenziale per valutare il grado di civiltà di una società.
Restituire dignità al lavoro significa renderlo sicuro sul piano fisico e psichico, tutelarlo contrattualmente, proteggerlo legislativamente, remunerarlo adeguatamente.
E tornare a pensare che nel lavoro – tutto, manuale e intellettuale, industriale e terziario, pubblico e privato, dipendente e autonomo – si manifesta la creatività, l’ingegno, il sapere di ogni persona.
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29 febbraio 2008

Più opportunità al talento dei giovani italiani

Ecco una classica “storia italiana”.
Trentacinque anni, siciliana, sveglia e volitiva. A 24 anni si laurea con il pieno dei voti in economia. Per un po’ cerca uno sbocco professionale nella sua terra. Trova solo porte chiuse. Allora prende la sua valigia e va a Londra. Dopo una specializzazione entra come docente nella prestigiosa London School of economics, dove da otto anni insegna Politiche dello Stato sociale, apprezzata e stimata da tutti. E lei appagata e gratificata e probabilmente lo sarebbe di più se potesse essere utile al suo paese.
Ecco, il 13 aprile chiediamo un voto anche per questo: vogliamo un'Italia che ai suoi giovani offra qui opportunità di valorizzare il loro talento e non li obblighi ad andare lontano per vederlo riconosciuto.
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permalink   inviato da piero fassino il 29/2/2008 alle 11:56    commenti (33)
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