28 dicembre 2010
Perchè mi candido a Sindaco di Torino
Nei giorni scorsi ho annunciato l’intenzione di candidarmi a Sindaco di Torino, alle elezioni amministrative del prossimo maggio.
Mi candido perché amo Torino, la città dove ho vissuto e vivo, e per mettere a disposizione l’esperienza nazionale e internazionale della mia attività parlamentare e di governo ... continua a leggere
15 dicembre 2010
Tre voti in più non bastano
All’indomani delle elezioni del 2008 Berlusconi disponeva in Parlamento di quasi 100 deputati e 50 senatori in più. Quel vantaggio si è ridotto soltanto a 3 voti di maggioranza, peraltro ottenuti con una scandalosa campagna acquisti in un mercato indegno del Parlamento.
Berlusconi esulta e gonfia il petto, ma in realtà la sua è una “vittoria di Pirro”, perché con soli 3 voti in più la maggioranza non sarà in grado di approvare nessun provvedimento significativo.
E non vi è nulla di peggio di un Governo che pretende di rimanere in carica senza avere la capacità, né la forza per governare. Un comportamento irresponsabile perché così a pagare è il Paese, i cui problemi rimangono irrisolti e rischiano di aggravarsi ancora di più.
Per questo la battaglia del PD e dell’opposizione non può e non deve fermarsi per liberare il Paese da questo Governo e aprire una nuova stagione politica capace di restituire all’Italia stabilità, crescita e serenità.
13 novembre 2010
E’ ora di staccare la spina
La rottura tra Fini e Berlusconi è la conseguenza della
crisi, non ne è l’effetto, come cercano di far credere i pasdaran berlusconiani.
Se la maggioranza di destra è a pezzi è perché in due anni e
mezzo di governo la guida del Paese è stata fallimentare: disoccupazione all’11%;
crescita zero (mentre la Germania cresce del 3%); scuola e Università in
ginocchio; Rai sull’orlo del fallimento economico; Napoli nuovamente sepolta
dai rifiuti; L’Aquila in attesa di una ricostruzione mai avviata; enti locali e
mondo della cultura in rivolta per tagli insostenibili. E il riemergere di una
questione morale che investe il capo del Governo, importanti ministri e
esponenti della maggioranza.
Per tutto questo c’è la crisi e il Governo è una nave inesorabilmente alla deriva. Ed è
francamente irresponsabile che Berlusconi pretenda di continuare a governare
quando non ha più la maggioranza, né le condizioni per farlo.
Si prolunga così inutilmente un’agonia che ha effetti
nefasti sull’Italia e sugli italiani.
E’ ora di staccare la spina.
11 ottobre 2010
In Afghanistan per la pace
E’ giusto che i nostri soldati siano in Afghanistan e vi muoiano ?
Siamo in Afghanistan, su mandato ONU, in una missione a cui partecipano contingenti di 46 paesi, tra cui tutte le nazioni dell’Unione Europea e della NATO.
Siamo in Afghanistan per evitare che si torni agli anni del regime talebano, quando alle bambine era impedito di andare a scuola; si condannava la stuprata e si mandava assolto lo stupratore; si opprimevano le donne con il burqua e una condizione di quotidiana umiliazione. E siamo in Afghanistan per impedire che torni a essere il santuario dei terroristi di Al Quaida.
Non siamo lì per fare una guerra, ma se mai per contrastare quelli che la fanno, i talebani e Al Quaida. Ne è una riprova il fatto che nessuno dei 34 militari italiani caduti in Afghanistan, è morto in combattimento, ma subendo attacchi e agguati.
Così come i nostri soldati sono andati nei Balcani non per fare la guerra, ma per impedire che continuassero pulizia etnica e stupri di massa. Così come siamo andati in Libano per bloccare una nuova guerra in Medio Oriente. E anche quella in Afghanistan è una missione di pace, per dare stabilità, sicurezza e assetto democratico.
Per queste ragioni siamo contrari a dotare di bombe i 4 AMX a disposizione del contingente: le bombe non servono a garantire maggiore sicurezza ai nostri soldati – che può essere assicurata in altro modo – e rischiano di provocare vittime civili innocenti.
Certo in Afghanistan non potremmo stare all’infinito. Ma per venire via occorre essere sicuri di quel che si lascia. Per questo è necessario accelerare la transizione, creando le condizioni perché gli afghani siano autosufficienti nel gestire il Paese e la sua sicurezza, aiutandoli a darsi un’economia che non dipenda solo dall’oppio, realizzando un processo di riconciliazione tra il governo Karzai e quei settori talebani disponibili ad un accordo per un Afghanistan democratico e sicuro.
1 ottobre 2010
Una fiducia inutile
Berlusconi ha ottenuto la fiducia da Camera e Senato. Ma questa volta davvero si tratta di una “vittoria di Pirro”.
Nel suo discorso alla Camera Berlusconi è infatti apparso senza una visione, un progetto, un’idea dell’Italia e del suo futuro. Ha stancamente ripetuto le promesse di sempre, cercando di far dimenticare che 8 degli ultimi 10 anni sono stati governati dalla destra e nessuno degli obiettivi via via indicati ha visto la luce.Il che toglie qualsiasi credibilità agli impegni di oggi, destinati anche essi a tradursi in illusioni.
Anche il tentativo di fare a meno di Fini è fallito, perché i numeri hanno dimostrato che senza il sostegno dei finiani Berlusconi non ha più una maggioranza autosufficiente.
Insomma: la fiducia di un giorno non ha risolto la crisi, che rimane del tutto aperta e con la conseguenza che nei prossimi mesi avremo un governo debole che vivrà alla giornata mentre tutti i problemi del paese si aggraveranno.
Ragione di più per accelerare l’apertura di una fase nuova e la costruzione di un nuovo progetto di Governo che restituisca fiducia agli italiani e diventi punto di riferimento per tantissimi cittadini che vogliono vivere in un Paese diverso
Sfoglia
novembre